La tecnica Strain Counterstrain (o tensione e controtensione) è un metodo di trattamento osteopatico indiretto e non invasivo. Il suo obiettivo principale è ridurre il dolore e la tensione muscolare agendo direttamente sul sistema nervoso, il quale, in condizioni di disfunzione, mantiene i muscoli in uno stato di contrazione difensiva.
L’approccio è basato sul principio che per risolvere la contrazione non bisogna “forzare” il muscolo, ma al contrario, posizionarlo in modo da annullare la tensione a cui è sottoposto. Lavorando in questa posizione di “comfort” o di minimo stress, si induce un rilascio muscolare passivo e si permette ai recettori nervosi di “resettarsi”, normalizzando il tono muscolare e migliorando la funzionalità articolare.
Origine e principi fondamentali
La tecnica fu scoperta in modo quasi casuale negli anni ’50 dal Dott. Lawrence Jones, un osteopata americano. Egli notò che i suoi pazienti trovavano immediato sollievo da dolori cronici e acuti semplicemente mantenendo posizioni che alleviavano la tensione locale per un breve periodo di tempo.
I principi scientifici e meccanici che guidano la tecnica Strain Counterstrain sono i seguenti:
1 . Approccio Indiretto: Il trattamento si svolge sempre nella direzione del “facile” o del “non dolore”. Se un movimento provoca dolore o tensione, la posizione terapeutica sarà esattamente l’opposto, ovvero quella che riduce al massimo lo stress sul tessuto.
2. Il ruolo dei propriocettori: le disfunzioni (dette disfunzioni somatiche) sono spesso mantenute da un’attività riflessa anomala dei recettori nervosi presenti nei muscoli (fusi neuromuscolari) e nelle articolazioni. Questi recettori inviano segnali errati al sistema nervoso centrale, mantenendo il muscolo in spasmo. Posizionando il tessuto nella posizione di massimo accorciamento, si riduce drasticamente l’attività di questi recettori, interrompendo il circolo vizioso spasmo-dolore.
3. Autoregolazione neurologica: mantenendo la posizione di rilasciamento, si dà tempo al sistema nervoso centrale di “riconoscere” che il pericolo è cessato e di resettare il tono muscolare al suo livello fisiologico, ripristinando l’equilibrio.
La struttura di un trattamento
Il trattamento con la tecnica Strain Counterstrain è caratterizzato da un’estrema attenzione al dettaglio e dalla partecipazione attiva del paziente nel segnalare le sensazioni.
1. Individuazione del Tender Point: la seduta inizia con un’attenta palpazione per individuare i “tender points” (punti teneri), che sono punti focali di ipersensibilità. Questi non sono Trigger Point, ma indicano la presenza di una disfunzione muscolare riflessa sottostante.
2. Posizionamento terapeutico: una volta individuato il punto, l’operatore muove e posiziona il segmento corporeo interessato (ad esempio, il collo, il bacino o una gamba) in modo da ridurre il dolore alla pressione su quel tender point di almeno il 70%. È fondamentale raggiungere la posizione di “massimo comfort”.
3. Mantenimento (90 Secondi): la posizione di rilasciamento viene mantenuta in modo passivo per circa 90 secondi. Durante questo intervallo, l’operatore sostiene il corpo del paziente, che deve rimanere completamente rilassato per consentire il rilascio muscolare passivo neurologico.
4. Ritorno neutro graduale: il ritorno alla posizione di partenza è lento e passivo. Questo passaggio è cruciale affinché il sistema nervoso non percepisca un repentino allungamento del muscolo appena trattato, evitando così una nuova contrazione riflessa.
5. Rivalutazione: si ripalpa il tender point. L’obiettivo è che il dolore alla pressione sia drasticamente ridotto o completamente scomparso, a conferma dell’avvenuto reset neurologico.
Benefici e valore aggiunto
Questa tecnica strain counterstrain offre vantaggi specifici, soprattutto per i pazienti che non tollerano tecniche più energiche:
• Rilassamento profondo: poiché il trattamento viene eseguito sempre in una posizione di comfort, si ottiene un rilassamento significativo che si estende oltre il muscolo trattato.
• Riduzione del dolore acuto e cronico: è estremamente efficace nell’alleviare rapidamente il dolore, agendo direttamente sulle cause neurologiche che lo mantengono.
• Miglior Coordinazione Neuromuscolare: il resetting dei recettori nervosi migliora la comunicazione tra muscoli e sistema nervoso centrale, portando a movimenti più fluidi ed efficienti.
• Sicurezza e non invasività: l’assenza di forze dirette, allungamenti forzati o manipolazioni ad alta velocità la rende sicura e adatta a pazienti di tutte le età e condizioni.
Quando è indicata
Grazie alla sua delicatezza, la Strain Counterstrain è una metodica molto versatile, indicata per:
- Dolori cervicali e colpi di frusta: molto efficace per la rigidità e i dolori al collo, inclusi quelli post-traumatici.
- Lombalgie e dolori sacro-Iliaci: per il trattamento di tensioni e disfunzioni nella parte bassa della schiena e del bacino.
- Condizioni acute: quando un dolore è così forte o i tessuti sono troppo infiammati per essere trattati con tecniche dirette.
- Pazienti anziani o fragili: Per i quali è necessario un approccio non stressante per l’organismo.
- Tensioni croniche e posturali: aiuta a riequilibrare schemi muscolari alterati che causano stress e dolore persistente.
Nel mio studio di osteopata, valuto attentamente se l’utilizzo della tecnica Strain Counterstrain sia il modo più efficace per affrontare la tua problematica, specialmente quando è richiesta la massima cautela o un approccio estremamente delicato. Sono a tua disposizione per valutare come questo metodo possa contribuire al tuo benessere.
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